First lesson

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La dignità dell'uomo nell'Umanesimo italiano: Pico della Mirandola

"magnum riraculum est homo" Ermete Trismegisto

"o supreme libertà di Dio padre...." Pico della Mirandola

Analisi e Comprensione
  1. Chi sono i Padri cui si rivolge Pico?
  2. Quali sono gli argomenti tradizionalmente presentati per affermare la grandezza dell'uomo e per quale ragione Pico nonli condivide?
  3. Quali sono gli aggettivi e le espressioni con cui Pico fa riferimento all'uomo per esaltarne al valore?
  4. Pico traccia con parole sue il quadro dell'universo nel momento della creazione: quale problema si presentò a Dio Padre e come lo risolse?
  5. Che cosa differenzia la natura dell'uomo rispetto a quelle delle altre creature?
  6. Quali libertà e quali compiti vengono assegnati all'uomo da Dio?
  7. Quali sono le prerogative che Pico individua essere prorpie di ogni uomo al momento della sua nascita?
Sintesi
  1. In che cosa consiste la dignità che Dio ha conferito all'uomo?
  2. Per quale ragione Pico sintetizza le qualità dell'uomo definendolo "questo nostro camaleonte"?
Riflessione

L'analisi di Pico denota un grande ottimismo rispetto alla condizioen e alle potenzialità insite in ogni essere umano. Ti senti di condividere il suo punto di vista? Proponi sul blog una tua argomentazione in proposito.

Discorso della dignità dell'uomo di Pico della Mirandola (download)



3 commenti:

Gaetano ha detto...

Giovanni Pico della Mirandola, era convinto che tutte le dottrine filosofiche e religiose avevano dato un contributo per giungere alla “verità”. Per questo motivo nel 1496 aveva scritto un’opera Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae (Conclusioni filosofiche, cabalistiche e teologiche).Questa opera doveva essere presentata ad un convegno dinanzi ai dotti dell’epoca e ad introdurre il tutto aveva preparato la famosa orazione De hominis dignitate.

In questa sua orazione il Pico esalta l’uomo. La natura è un insieme di cose misteriose che però possono essere controllate dall’uomo (per questo motivo si interessa anche di magia, astrologia, perché è convinto che questi sono strumenti per controllare e conoscere la natura).

In quest’opera, Pico parla della creazione e per completare questo processo, Dio crea l’uomo ma non gli dà una natura ben definita e neanche un ambiente predefinito, ma è l’uomo che è completamente libero di scegliere “All’uomo, nel nascere, il Padre assegnò semi d’ogni sorta e i germi di ogni specie di vita. Secondo quelli che ciascuno coltiverà…”. L’uomo, quindi, ha la capacità di scegliere e di decidere il suo essere; ha la capacità di trasformarsi, di crescere, di migliorare.

Quindi per Pico, la dignità dell’uomo non è nel suo essere ma nel suo divenire.


Ma la dignità dell’uomo non deriva dalla condizione di immagine e somiglianza di Dio che egli (Dio stesso) ha conferito all’uomo ?

Padre Andrea Lifrieri ha detto...

Caro Gaetano, gli scrittori del Rinascimento intendono dire che la prerogativa specifica dell'uomo, cioè la sua dignità risiede nel forgiare se medesimo e il proprio destino del mondo. Dignità allora come possibilità che l'uomo ha di progettare se stesso atteggiandosi camaleonticamente in mille forme diverse. Che l'uomo abbia la libertà di autodeterminarsi significa che egli ha la responsabilità di orientare la propria crescita spirituale nella direzione che vorrà privilegiare: può scegliere di limitarsi nell'ambito di una pura vita vegetale o sensitiva, oppure di innalzarsi verso la natura del Padre. Svilupperemo meglio il tutto venerdì prossimo, lo dicevo oggi ai tuoi colelghi, ti chiedo scusa se in settimana non potrò dialogare con te, Domenica parto per Roma.....a presto e grazie per gli stiomoli che dai...notte.

Anonimo ha detto...

Pico dice in questo breve brano che l'uomo ha una sua dignità perchè creato da Dio con il libero arbitrio cioè è massimamente libero di sciegliere il suo futuro sia nel bene che nel male;
questa sua dignità quindi sta scritta nella sua volontà che è poter scegliere e libertà.
Per questo dovremmo essere ottimisti ; quella "natura indefinita " ci dà la possibilità di amare è quindi di arrivare ad essere amore come Dio.Rose Giovanni CARLO